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L'Amour ToujoursNon è il titolo di un Album... il titolo di una Canzone... ma un modo di Essere... L'Amore è un modo di porsi... |
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Gita nel Gran bosco di SalbertrandFinalmente il 28 giugno una bella domenica di sole in montagna: destinazione il Gran bosco di Salbertrand, più precisamente il rifugio Arlaud, località Montagne Seu, consigliato dal papà di Elena.
Partenza alle ore 9.30 dopo una lieta serata trascorsa in compagnia di Flavio, Jessica, Alessandro, Anna, Fabrizio, Simone e mia sorella che festeggiava il compleanno e a sorpresa ci ha offerto le mitiche e uniche granite siciliane della cremeria Torre di corso Regio Parco 28 a Torino.
Dunque, si scriveva della gita in montagna.
La passeggiata è alla portata di tutti, veramente, perché si tratta di un percorso su strada sterrata con lieve pendenze e che si sviluppa sotto splendide pinete con scorci panoramici fantastici. Il dislivello è di 150 metri circa e il tempo di percorrenza è di circa 1,5 ore camminando tranquilli.
Ogni tanto si incrocia qualche auto, ma soprattutto ciclisti con mountain-bike da competizione.
Da Torino il tragitto è il seguente: imboccate l'autostrada A32 per il Frejus ed uscite ad Ulzio Est seguendo poi le indicazioni per Salice d'Ulzio e poi per Monfol.
A questo punto posteggiate la macchina perché la strada diventa sterrata ed iniziate a camminare seguendo il percorso principale. Naturalmente avrete la possibilità di scegliere molti altri percorsi più o meno lunghi, più o meno impegnativi.
Durante il tragitto potrete godere dell'ombra dei pini, dell'aria pura, di scorci e panorami stupendi e potrete sdraiarvi sulle vaste distese verdi e fare il pic-nic.
Altrimenti dopo un'ora e mezza passeggiando con calma e chiacchierando si arriva nel piccolo borgo di Montagne Seu in cui si trova il Rifugio Arlaud.
Il personale super-accogliente e super-gentile vi inviterà a gustare le prelibatezze della giornata.
Io ed Elena abbiamo optato per un antipasto misto (salumi, cipolline, peperoni, crostata di catalogna e gli spettacolari tomini ai mirtilli), per un piatto di polenta con carne di cinghiale e per le squisite pesche ricoperte di cioccolato caldo; infine il caffé. Niente vino, solo acqua di montagna.
I costi sono modici, sicuramente è più caro andare a mangiare una pizza: con 31 euro ce la siamo cavata e siamo usciti sazi.
Durante il pranzo si ha la possibilità di incontrare altri escursionisti e sedersi con loro.
Il pomeriggio caldo è stato dedicato al sano riposo sdraiati sui prati sotto l'ombra di un albero: che volete di più dalla vita?
Purtroppo le cose belle finiscono in fretta e così dopo le ore 16 abbiamo ripreso il percorso del ritorno fino a Torino.
Purtroppo anche niente foto perché mi sono dimenticato la macchina fotografica a casa. Per informazioni su questa semplice escursione visitate il sito www.rifugioarlaud.it, oppure inviate un'e-mail a info@rifugioarlaud.it o telefonate a Elisa Pecar al numero 335401624. Vi consiglio di prenotare se siete numerosi. In caso contrario, come il nostro, il personale del rifugio non vi negherà un piatto caldo, anzi... Ritorna l'estateRITORNA L'ESTATE (Edoardo Bennato, Ritorna l'estate, L'uomo occidentale, 2003)
Ritorna l’estate meno male non c’era più legna da bruciare non c’era più voglia di restare rinchiusi in casa a studiare la scuola è finita e così è festa anche di lunedì Ritorna l’estate - finalmente tra le ovazioni della gente statisticamente puntuale geneticamente amorale col suo campionario di follie e tante altre diavolerie Summer - summer - improvvisamente Summer - summer - impudentemente Summer - summer - come sai fare tu L’estate è la grande occasione è la più geniale invenzione è come la donna ideale che tutti vorrebbero conquistare tenere per mano ed andare a piedi nudi sulla riva del mare E batte il tempo intorno a me e io vado a tempo con l’estate finchè c’è Summer - summer - improvvisamente Summer - summer - impudentemente Summer - summer - come sai fare tu Summer - summer - sai di sale sai di mare Summer - e ti vieni a sdraiare summer - qui vicino a me Ritorna l’estate meno male e sulle autostrade verso il mare la radio trasmette la canzone che già tutti vogliono ascoltare al ritmo che incalza lei verrà come una starlet del varietà!... Ritorna l’estate meno male non c’era più nebbia da sfondare non c’era più voglia di restare rinchiusi in casa a studiare la scuola è finita e così è festa anche di lunedì Summer - summer - I’ ve be waitin’ for you Summer – summer - I’m shakin’ for you Summer - summer - I’ ve be waitin’ for you Summer - summer - improvvisamente Summer - summer - impudentemente Summer - summer - come sai fare tu Summer - summer - sai di sale sai di mare Summer - e ti vieni a sdraiare Summer - qui vicino a me Una settimana a TrebisacceSi inizia con le vacanze estive!
La mia prima settimana l'ho trascorsa a Trebisacce in provincia di Cosenza ospitato dai miei due amici Alessandro e Anna.
Ho avuto la possibilità di conoscerli ancora meglio e sono proprio delle belle persone!
Sono stati veramente gentilissimi e sono contento di aver passato sei giorni insieme a loro.
In compenso ho aiutato Alessandro a sistemare il giardino disastrato dopo un anno di assenza.
L'inverno scorso è stato duro e ha piovuto moltissimo in Calabria e lo scenario a noi davanti aveva dell'inverosimile: l'erbaccia è cresciuta fino a due metri e la mareggiata ha fatto i suoi disastri con onde alte sei metri spingendosi nell'entroterra fino a 50 metri lanciando pietre grosse come palloni; quanta forza ha il mare?
I risultati li vedete nelle foto, e a fine maggio nessun lavoro è stato ancora eseguito, forse in attesa delle elezioni appena passate.
Trebisacce è il classico paesone del Sud Italia. Si sta cercando a fatica di renderla più bella e vivibile con aree pedonali e lungo mare, ovviamente, purtroppo, iniziati e mai finiti.
Invece altri paesini sono stupendi, come Rocca Imperiale e il suo percorso dei limoni tutto in salita per raggiungere infine il castello chiuso per restauro e godere dei panorami, oppure Roseto Capo Spulico un grazioso paesino ancora vivo dentro le sue mura con la gente seduta fuori dai bar a chiacchierare fino a tarda sera, oppure Diamante con i suoi murales che vengono dipinti sulle facciate delle case a partire dal 1981, la sua spiaggia enorme e i ruderi di un castello sulla collina e ancora Sibari e il suo grande villaggio turistico con i suoi laghi e canali artificiali collegati con il mare, posto sotto sequestro dai carabinieri per chissà quale motivo e la larga spiaggia di Villapiana dove ho riscoperto il piacere di fare jogging.
Ma le giornate quando si è in buona compagnia scorrono veloci e così tra i lavori del giardino, un po' di spesa, le mattine in spiaggia e i pomeriggi piovosi ci troviamo già a richiudere le valigie per ritornare a Torino.
Si parte con il freddo, il mal di testa, la schiena bruciata e le punture delle zanzare, dopo quattro giorni di sole caldissimo; il maltempo, l'economicissima Fiat Panda Natural Power e le musicacce melodiche napoletane di Anna (una la state ascoltando in sottofondo) ci accompagnano fino alla nostra città natale, in cui portiamo un po' di Calabria ai familiari e anche alla mia "amichetta".
Eh sì, questa è la bella novità che il 2009 mi ha regalato! Riflessioni di giugnoEppure si volevano bene, si rispettavano.
Ma noi partecipavamo a un altro mondo, più audace forse, senza dubbio più promiscuo, Eravamo tempre friabili, figli della mollezza, di quel benessere sbandierato come l'unica conquista necessaria.
[...] Le poche coppie di trentenni che ci capitava di frequentare erano deprimenti. In pochi anni si erano rilasciati, imbolsiti... nei ristoranti, nei camerini dei negozi, negli spogliatoi delle palestre parlavano a voce alta di soldi e di sesso. Non dicevano fare l'amore, dicevano scopare, sbandieravano la loro vita intima. Il pudore sembrava scomparso, divorato dall'ironia.
Per non soffrire bisogna diventare un po' stupidi.
Pesci, pensai, non siamo altro che pesci... branchie che si gonfiano e si chiudono... poi viene un gabbiano che dall'alto ci prende e mentre ci smembra ci fa volare, forse è questo l'amore.
Non ero brava in matematica, soffrivo. Copia, mettiti vicino a qualcuno che ti fa copiare. Io diventavo rossa, non mi sembrava un consiglio adatto al mio orgoglio. Tu non capisci niente, papà. Invece capiva tutto. impara solo quello che ti piace, Gemma, il resto lascialo agli altri, non ti accanire.
<<La propaganda trova proseliti nella campagne, è facile convincere un contadino che il tuo vicino è un turco che vuole rubarti la terra e tagliarti la gola... ma qui non ci sono turchi, né cetnici, né ustascia. Qui siamo solo sarajeviti...>>
<<Le guerre cominciano in tempo di pace nelle periferie delle città, mentre voi ve ne state nei vostri circoli culturali a discutere di poesia...>>
Si fa sempre una gran bella figura a parlare di politica internazionale, non si dice niente di utile per il mondo e niente di vero su se stessi. [...] Su questo terrazzo si gioca a Risiko.
Se il destino di un uomo è annegare, annegherà anche in un bicchiere d'acqua.
Ora avrei la cura per i potenti del mondo, per gli uomini in giacca e cravatta intorno al tavolo della finta pace. Bisognerebbe posare il bambino blu su quel tavolo. Dovrebbero restare chiusi in quella stanza, senza potersi muovere. Restare. Vedere la morte che fa il suo lavoro metodico, che se lo mangia da dentro. Distribuire panini, sigarette, acqua minerale e lasciarli lì, metre il bambino si svuota, si decompone fino alle ossa. Per giorni. Per tutti i gironi che ci vogliono. Questo esattamente farei.
Dentro di me crepitava una risata aspra e folle, gonfia d'umor nero, come le barzellette dei sarajeviti. Questo bambino è un granchio preistorico, scampato a una guerra, eppure appena approdato su queste strade flautate ha già bisogno di un seggiolino a uovo per sopravvivere! Com'è idiota la vita in tempo di pace.
[...]la legge può farsi una passeggiata, l'amore va lasciato dove sta.
La vita e la morte non si decidono, in mezzo possiamo imboccare una strada più difficile, sfidare il destino, ma in fondo gli facciamo solo il solletico.
Tieni un capo del filo,
con l'altro capo in mano
io correrò nel mondo.
E se dovessi perdermi
tu, mammina mia, tira.
[...]l'odio s'impara in una notte.
Dice Dio non dovrà perdonare nessuno. Dice che si vergogna di appartenere alla razza umana. [...]dice Dio non perdonerà nemmeno i bambini.
E' il lavoro di quest'estate. Un lavoro che lo deprime. Gli piace sempre meno, questo mondo che prende le impronte digitali ai bambini Rom, che scheda le creature minori.
La speranza appartiene ai figli. Noi adulti abbiamo già sperato, e quasi sempre abbiamo perso.
(Margaret Mazzantini, 2008, Venuto al mondo) |
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